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	<title>Lo Studio Archivi - Studio Dentistico Dott. Antonini - Novara e Cilavegna</title>
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	<title>Lo Studio Archivi - Studio Dentistico Dott. Antonini - Novara e Cilavegna</title>
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		<title>L&#8217;impatto della parodontite sul diabete: prevenzione e cura integrata</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 15:15:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La parodontite è una malattia infiammatoria cronica dei tessuti di supporto dentale – gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Deriva dall&#8217;accumulo di batteri patogeni nel solco gengivale e, se non trattata, può distruggere progressivamente il parodonto, con rischio di perdita dentale. Tuttavia, oltre al danno locale, la parodontite può influenzare la salute sistemica, in particolare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La parodontite è una malattia infiammatoria cronica dei tessuti di supporto dentale – gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Deriva dall&#8217;accumulo di batteri patogeni nel solco gengivale e, se non trattata, può distruggere progressivamente il parodonto, con rischio di perdita dentale. Tuttavia, oltre al danno locale, la parodontite può influenzare la salute sistemica, in particolare nei pazienti diabetici, stabilendo un legame bidirezionale tra infiammazione orale e metabolismo.</p>
<p><strong>Diabete e Aumento del Rischio di Parodontite</strong><br />
Il diabete mellito (sia di tipo 1 che di tipo 2) altera le difese immunitarie e rende i pazienti più suscettibili a infezioni parodontali. L’iperglicemia (alto livello di glucosio nel sangue) favorisce la glicazione delle proteine, portando alla formazione di AGE (advanced glycation end products), che stimolano l&#8217;infiammazione cronica e il degrado dei tessuti parodontali. In questo ambiente, i batteri patogeni possono proliferare, aggravando l’infezione gengivale e l’infiammazione sistemica.</p>
<p><strong>Parodontite e Resistenza all’Insulina</strong><br />
L&#8217;infiammazione cronica della parodontite rilascia nel sangue mediatori infiammatori come TNF-α e interleuchine (IL-1, IL-6), che interferiscono con l&#8217;azione dell&#8217;insulina, peggiorando la resistenza insulinica. Questo crea un circolo vizioso: la parodontite compromette il controllo glicemico, mentre un diabete mal gestito favorisce l&#8217;aggravamento della malattia parodontale.</p>
<p><strong>Benefici del Trattamento Parodontale nei Pazienti Diabetici</strong><br />
Studi scientifici dimostrano che il trattamento parodontale (pulizia profonda, debridement e rigida igiene orale) riduce i mediatori infiammatori, favorendo un miglior controllo glicemico. Questo si traduce in una diminuzione dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), l&#8217;indicatore chiave per la gestione del diabete.</p>
<p><strong>Prevenzione e Stile di Vita</strong><br />
Oltre a una scrupolosa igiene orale, i pazienti diabetici possono ridurre il rischio di parodontite con alcune strategie preventive. L’astensione dal fumo è fondamentale: il fumo aggrava sia il rischio di parodontite sia la gestione del diabete, contribuendo all&#8217;infiammazione sistemica. Una dieta equilibrata, ricca di fibre, povera di zuccheri e grassi saturi, aiuta a mantenere sotto controllo la glicemia e a ridurre l’infiammazione. Infine, l’attività fisica regolare migliora la sensibilità all&#8217;insulina, facilitando il controllo metabolico e riducendo il rischio di complicazioni parodontali.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Il legame tra parodontite e diabete evidenzia quanto sia importante un approccio integrato alla salute, coinvolgendo sia dentisti che medici. Mantenere in salute i tessuti parodontali aiuta non solo a preservare la funzionalità dentale, ma può anche migliorare significativamente la gestione del diabete, riducendo il rischio di complicazioni sistemiche.</p>
<p>Foto di copertina: Copyright © paginemediche.it</p>
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		<title>Invisalign</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/invisalign-novara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 06:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ortodonzia invisibile. Ottieni un nuovo sorriso con l’utilizzo degli aligner trasparenti. Raccolte in una prima visita tutte le informazioni necessarie alla valutazione del tuo caso, provvederemo a definire un piano di trattamento specifico. Tramite l’utilizzo di una serie sequenziale di mascherine trasparenti (aligner), stampate con un particolare materiale termoplastico (SmartTrack), e degli attachment (SmartForce Invisalign, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>Ortodonzia invisibile.</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451.png"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-1082" src="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451.png" alt="" width="936" height="433" srcset="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451.png 1280w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451-300x139.png 300w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451-1024x474.png 1024w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488217-adult_upper_onwhite_rt5_hr_1280-png-e1622631531451-768x355.png 768w" sizes="(max-width: 936px) 100vw, 936px" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Ottieni un nuovo sorriso con l’utilizzo degli aligner trasparenti.</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Raccolte in una prima visita tutte le informazioni necessarie alla valutazione del tuo caso, provvederemo a definire un piano di trattamento specifico.<br />
Tramite l’utilizzo di una serie sequenziale di mascherine trasparenti (aligner), stampate con un particolare materiale termoplastico (SmartTrack), e degli attachment (SmartForce Invisalign, ovvero piccole forme dello stesso colore dei denti applicati provvisoriamente sul dente durante la cura) cambieremo il tuo sorriso.<br />
Gli aligner sono confortevoli, facili da indossare e sono da rimuovere solo per mangiare e per spazzolare i denti, garantendo il mantenimento di un’ottima igiene orale. Le visite di controllo avranno cadenza mensile.<br />
A fine cura, generalmente dopo 6 mesi (con variazioni a seconda della complessità del caso), grazie a un ultimo retainer costruito specificatamente per te, riusciremo a mantenere invariato il tuo sorriso nel tempo.</p>
<p><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-1083" src="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890.jpg" alt="" width="1280" height="761" srcset="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890.jpg 1280w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890-300x178.jpg 300w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890-1024x609.jpg 1024w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2021/06/1615488501-ca_invi_d4_a_hygenist_0130_rt1_hr_rgb-1280-jpg-e1622631755890-768x457.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
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		<title>Integratori salini ed energy drink</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/integratori-energy-drink/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 20:55:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vengono utilizzati durante e dopo l’attività sportiva per la reidratazione e per il miglioramento della prestazione, spesso assieme a diete ricche di carboidrati. Sono costituiti da sali minerali e carboidrati i primi e glucosio, caffeina, taurina e vitamine del gruppo B i secondi. Rappresentano un mercato in forte crescita se si pensa che nel 2006 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vengono utilizzati durante e dopo l’attività sportiva per la reidratazione e per il miglioramento della prestazione, spesso assieme a diete ricche di carboidrati.<br />
Sono costituiti da sali minerali e carboidrati i primi e glucosio, caffeina, taurina e vitamine del gruppo B i secondi.<br />
Rappresentano un mercato in forte crescita se si pensa che nel 2006 il consumo in Europa è stato pari a 4,5 miliardi di litri e che oltre il 50% degli sportivi li usano negli allenamenti e in gara.<br />
Recenti studi hanno dimostrato che l’utilizzo di queste bevande è in grado di determinare un ambiente orale acido, causa di demineralizzazione dello smalto, di carie, <a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/usura-denti-erosione-dentale/">erosioni</a> diffuse dei denti e ipersensibilità.<br />
Oltre all’azione dei carboidrati, anche la caffeina degli energy drink è in grado di alterare l’azione tampone della saliva, diminuendone alla lunga l’efficacia nel riequilibrio del ph.<br />
Tali effetti a carico del cavo orale sono scarsamente conosciuti dai consumatori abituali, ai quali pertanto si consiglia di:</p>
<ul>
<li>controllare la dieta evitando una frequente esposizione agli acidi;</li>
<li>sciacquare la bocca con acqua alla fine della prestazione sportiva dopo l’utilizzo degli integratori;</li>
<li>usare specifici spray dentali a base di xilitolo e bicarbonato in grado di neutralizzare il ph acido;</li>
<li>effettuare controlli periodici dal dentista, in modo da intercettare eventuali manifestazioni degenerative dello smalto per mantenere lo stato di salute.</li>
</ul>
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		<title>Antibiotici e sole</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/antibiotici-e-sole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2018 19:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’esposizione ai raggi solari durante la terapia antibiotica può determinare manifestazioni catalogabili nell’ambito delle allergie (fotosensibilizzazione e fotoallergia). Il farmaco causa una reazione del sistema immunitario che determina una reazione orticarioide con prurito e arrossamento della pelle, possibile comparsa di piccole bolle e macchie rosse ed edema. Di solito compaiono sul viso, sul collo, sulle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esposizione ai raggi solari durante la terapia antibiotica può determinare manifestazioni catalogabili nell’ambito delle allergie (fotosensibilizzazione e fotoallergia).</p>
<p>Il farmaco causa una reazione del sistema immunitario che determina una reazione orticarioide con prurito e arrossamento della pelle, possibile comparsa di piccole bolle e macchie rosse ed edema.</p>
<p>Di solito compaiono sul viso, sul collo, sulle mani e sulle braccia ma possono estendersi a tutto il corpo. Antibiotici come amoxicillina e acido clavulanico (es. Augmentin ®) non causano fotosensibilità mentre tetracicline (es. doxiciclina – Bassado®), sulfamidici (es. sulfametossazolo – Bactrim®) e chinoloni (es. ciprofloxacina – Ciproxin®) sono in grado di dare fotosensibilizzazione.</p>
<p>Per questo motivo, durante la cura antibiotica, l’esposizione ai raggi solari andrebbe evitata fino a un paio di giorni dopo il termine.</p>
<p>Se invece le reazioni cutanee sono già presenti, bisogna evitare una ulteriore esposizione e aspettare la regressione spontanea delle manifestazioni.</p>
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		<title>Alitosi</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/alitosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 19:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine alitosi (“alito cattivo”) si indica l’odore sgradevole che si emette durante la respirazione, una condizione che colpisce circa il 25% della popolazione. Per la gran parte dei casi (80%) origina dalla bocca, nel restante 20% da sedi extra-orali (apparato respiratorio, apparato digerente) e può essere presente in alcune malattie sistemiche. La causa di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine alitosi (“alito cattivo”) si indica l’odore sgradevole che si emette durante la respirazione, una condizione che colpisce circa il 25% della popolazione. Per la gran parte dei casi (80%) origina dalla bocca, nel restante 20% da sedi extra-orali (apparato respiratorio, apparato digerente) e può essere presente in alcune malattie sistemiche.</p>
<p>La causa di tale patologia sono i composti sulfurei volatili (CSV) presenti in grande concentrazione nell’aria espirata, soprattutto nelle condizioni di scarsa igiene orale, che vengono prodotti dalla interazione di batteri con substrati organici.La lingua è la maggiore responsabile, sul suo dorso infatti l’accumulo di batteri e i residui di origine alimentare determinano l’aumento della produzione di composti come la cadaverina, la putrescina, l’indolo e lo scatolo (CSV).</p>
<p>Altre cause dell’alitosi sono la malattia parodontale, il tartaro, le gengiviti necrotizzanti, le peri-implantiti, così come le alveoliti, gli ascessi, le ulcere orali, le carie profonde con necrosi pulpare e le infezioni micotiche come la candida.</p>
<p>La respirazione di tipo orale, presente in pazienti con sinusite cronica o con deviazioni del setto nasale o le adenoidi, diminuendo la quantità di saliva e alterando la composizione batterica della stessa, può anch’essa essere responsabile dell’alitosi, così come le tonsille sulle quali, a livello delle cripte, si possono formare i calcoli tonsillari (cosiddetti “casei”) prodotti dai batteri con i residui di cibo e di epitelio esfoliato.</p>
<p>A carico dell’apparato respiratorio, le cause dell’alito cattivo possono essere la bronchite, la polmonite, le bronchiectasie, gli ascessi e i carcinomi polmonari, mentre nell’apparato digerente, la gastrite, l’ulcera duodenale, il reflusso gastro-esofageo o l’ernia iatale.</p>
<p>In ultimo possono causare l’alitosi le malattie sistemiche come il diabete mellito (alito acetonico), malattie epatiche o malattie renali croniche (alito uricemico), l’ipoglicemia o l’intolleranza al lattosio.</p>
<p>Una visita dal dentista è necessaria per valutare il problema e diagnosticarne l’origine, allo scopo di definire un’opportuna terapia, fermo restando che una corretta igiene orale, l’uso costante del filo interdentale e la pulizia della lingua sono già in grado di diminuire in maniera significativa l’alitosi nell’arco di qualche settimana.</p>
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		<item>
		<title>Prevenzione della carie</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/prevenzione-della-carie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 17:56:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prevenzione dentale con visite regolari dal dentista, con una corretta igiene domiciliare, con l’utilizzo del fluoro e con la sigillatura dei solchi dentari (vedi link) ha ottenuto un indiscutibile successo nel ridurre la incidenza delle carie. Un ulteriore miglioramento potrebbe essere conseguito utilizzando molecole, sulle quali la ricerca sta attualmente concentrandosi, che sono in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevenzione dentale con visite regolari dal dentista, con una corretta igiene domiciliare, con l’utilizzo del fluoro e con la sigillatura dei solchi dentari (vedi <a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/sigillatura-dei-denti-nel-bambino/">link</a>) ha ottenuto un indiscutibile successo nel ridurre la incidenza delle carie.</p>
<p>Un ulteriore miglioramento potrebbe essere conseguito utilizzando molecole, sulle quali la ricerca sta attualmente concentrandosi, che sono in grado di intervenire nella fase iniziale della carie quando il processo è ancora reversibile.</p>
<p>Il latte ed i suoi derivati (formaggio, yogurt e caseina) hanno mostrato caratteristiche ideali nel favorire la rimineralizzazione dello smalto ed esercitare un ruolo protettivo, diminuendo  la demineralizzazione e riducendo l’adesione di batteri cariogeni al dente (<em>streptococcus sobrinus</em>).</p>
<p>In seguito alla loro assunzione, sostanze come calcio, fosfati, CPP (caseino fosfopeptidi) e grassi si concentrano nella placca a contatto con il dente, aumenta la quantità di saliva e si innalza il pH orale, creando le condizioni per dare inizio al processo di riparazione dello smalto.</p>
<p><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/04/polifenoli.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-811" src="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/04/polifenoli.jpg" alt="" width="500" height="241" srcset="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/04/polifenoli.jpg 725w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/04/polifenoli-300x144.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Contemporaneamente vengono portati avanti studi su principi attivi derivati da specie vegetali e in particolare sui flavonoidi (appartenenti alla famiglia dei polifenoli) dotati di attività antimicrobica.</p>
<p>Presenti nella frutta e nella verdura fresca, nei legumi, nei cereali, nel tè, nel vino rosso, nel cacao e nei suoi derivati sono dotati di elevata capacità antiossidante che si traduce nella riduzione della concentrazione salivare di specie batteriche cariogene (come lo <em>streptococcus mutans</em>) e in una ridotta capacità di adesione delle stesse alla placca.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La parodontite</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/la-parodontite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 19:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Studio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattia parodontale, parodontite o “piorrea” sono sinonimi di una malattia infiammatoria che&#160;coinvolge il parodonto, ovvero l’apparato di sostegno del dente (gengive, cemento radicolare, osso e legamento). Non esiste un solo fattore scatenante ma, in soggetti geneticamente&#160;predisposti, fattori batterici (presenza di placca e tartaro, scarsa igiene orale), funzionali&#160;(bruxismo/serramento) e anatomici possono dare origine al danno dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Malattia parodontale, parodontite o “piorrea” sono sinonimi di una malattia infiammatoria che&nbsp;coinvolge il parodonto, ovvero l’apparato di sostegno del dente (gengive, cemento radicolare,<br />
osso e legamento). Non esiste un solo fattore scatenante ma, in soggetti geneticamente&nbsp;predisposti, fattori batterici (presenza di placca e tartaro, scarsa igiene orale), funzionali&nbsp;(bruxismo/serramento) e anatomici possono dare origine al danno dei tessuti che, se non&nbsp;trattato, porta alla perdita del dente. L’età media di insorgenza è attorno ai 35-40 anni (rare le<br />
forme giovanili). Può essere localizzata o generalizzata in base all’estensione dei siti colpiti.</p>
<p>Il primo segno della malattia è la formazione della tasca parodontale causata dall’accumulo dei&nbsp;batteri (contenuti nella placca e nel tartaro) nel solco gengivale che determina una risposta<br />
infiammatoria che prima distrugge l’attacco gengivale e poi l’osso con conseguente mobilità dei&nbsp;denti. Maggiore è la profondità più grave è la malattia che, in base all’estensione dei siti colpiti,<br />
può essere localizzata o generalizzata (ricordiamo la associazione della malattia parodontale con l’aumento del&nbsp;rischio di malattie cardiovascolari, <a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/la-malattia-gengivale-parodontite-e-un-fattore-di-rischio-per-lo-sviluppo-di-malattie-cardiovascolari-european-society-of-cardiology/">vedi link</a>, e con un imperfetto controllo metabolico nel&nbsp;paziente diabetico).</p>
<p>Oggi giorno una diagnosi precoce di malattia<a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/trattamenti/"> parodontale e il trattamento della stessa ci permette di intervenire in&nbsp;modo “conservativo” e non chirurgico.</a></p>
<p>Il nostro obiettivo è quello di mantenere i denti naturali dei pazienti il più a lungo possibile,&nbsp;cercando di rallentare il naturale decorso della malattia che porterebbe alla perdita precoce dei<br />
denti con conseguenti problemi estetici e funzionali.</p>
<p><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/lo-staff-dentista-novara-pavia-studio-dentistico/">La nostra igienista dentale durante la prima visita (a Novara oppure a Cilavegna)</a> raccoglie informazioni sulla salute generale&nbsp;del paziente, sulla sua familiarità e le abitudini quotidiane, esegue poi un attento sondaggio dei&nbsp;siti coinvolti da malattia parodontale, visionando le radiografie necessarie per valutare i difetti ossei. In accordo&nbsp;con il dentista a questo punto effettua la terapia non chirurgica, che consiste nel trattare i siti&nbsp;con tasche rimuovendo il tartaro sotto-gengivale, accumulato sulle radici, oltre che fornire le&nbsp;istruzioni per una corretta metodica di igiene orale domiciliare.</p>
<p>Di notevole importanza per noi, dopo il trattamento, sono i controlli per rimuovere l’eventuale&nbsp;biofilm batterico che si può riorganizzare e che, se presente, impedirebbe la guarigione dei<br />
tessuti.</p>
<p>Ottenuta la stabilità della situazione orale il paziente viene inserito in un programma individuale&nbsp;di mantenimento di igiene orale tenendo presente che la parodontite è una malattia cronica,<br />
con possibili riacutizzazioni periodiche.</p>
<p><em>Approfondimento con la collaborazione della Dr.ssa Elisa D&#8217;Alessio&nbsp;</em></p>
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		<title>Usura dei denti ed erosione dentale</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/usura-denti-erosione-dentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 09:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Studio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caratteristico aspetto sano dei denti è dovuto alla presenza di una adeguata quantità di smalto sulla loro superficie. Il naturale processo di invecchiamento determina però una progressiva perdita prima dello smalto e poi della dentina, che ne causa l’usura. Le diete moderne sono ricche di zuccheri che, nell’arco della giornata, provocano ripetuti attacchi acidi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caratteristico aspetto sano dei denti è dovuto alla presenza di una adeguata quantità di smalto sulla loro superficie. Il naturale processo di invecchiamento determina però una progressiva perdita prima dello smalto e poi della dentina, che ne causa l’usura.</p>
<p>Le diete moderne sono ricche di zuccheri che, nell’arco della giornata, provocano ripetuti attacchi acidi, abbassando il pH della bocca e causando un’accelerazione del processo di erosione dentale. Altre cause di natura chimica possono essere il reflusso gastro-esofageo (causato da ernia iatale o da obesità), i disturbi alimentari (come la bulimia) e l’assunzione di alcuni farmaci. A volte la perdita di smalto e dentina può invece dipendere da cause meccaniche come il digrignamento o il serramento dei denti, o da abitudini viziate (come mangiarsi le unghie, rosicchiare le penne, ecc…) e, infine, dallo spazzolamento non corretto, che viene esercitato applicando una pressione eccessiva, utilizzando spazzolini con setole dure o dentifrici sbiancanti ad alta abrasività.</p>
<p>Una delle prime manifestazioni dell’erosione dentale è l’ingiallimento dei denti, causato dalla maggiore visibilità della dentina sottostante lo smalto. In questo stadio, a volte, si può notare una maggior trasparenza nella zona dei margini dei denti frontali che manifestano un aspetto vitreo. Successivamente i pazienti iniziano ad avere problemi di aumentata sensibilità quando la dentina, a livello dei colletti dei denti, non è più protetta dallo smalto e viene stimolata da cibi e bevande calde, fredde o dagli zuccheri.</p>
<p>Nelle forme più gravi compaiono poi incrinature, fessurazioni microscopiche e i bordi dentali diventano irregolari e, soprattutto nel caso dei denti frontali, usurati e più corti.</p>
<p><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-779 aligncenter" src="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1.jpg" alt="" width="969" height="319" srcset="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1.jpg 1710w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1-300x99.jpg 300w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1-768x253.jpg 768w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2018/02/Immagine1-1024x337.jpg 1024w" sizes="(max-width: 969px) 100vw, 969px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Il compito dell’odontoiatra è prima di tutto evidenziare le cause e poi correggerle.</p>
<p>Quindi nelle forme iniziali, nel caso in cui la perdita di smalto sia prevalente sul lato vestibolare (esterno) del dente, <a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/trattamenti/">intervenire con ricostruzioni in materiale composito o con faccette dentali.</a> Con queste tecniche additive si riescono ripristinare i volumi e a ottenere l’estetica perduta. Nelle forme più gravi invece si devono utilizzare delle corone complete. Al termine delle cure un bite notturno sarà indicato nei pazienti bruxisti.</p>
<p>Infine i consigli da seguire sono:</p>
<ul>
<li>Controllare la dieta evitando una frequente esposizione agli acidi;</li>
<li>Sciacquare la bocca a fine pasto con un bicchiere di acqua, contribuendo così a normalizzare il pH;</li>
<li>Spazzolare i denti non immediatamente, ma trenta minuti dopo il pasto, utilizzando un dentifricio al fluoro;</li>
<li>Consultare il proprio dentista al manifestarsi del problema.</li>
</ul>
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		<title>Corone senza bordino metallico</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/corone-senza-bordino-metallico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 12:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le tradizionali corone metallo-ceramica sono costruite creando, attraverso un processo di fusione, una struttura (core) in metallo che riveste il dente preparato, la quale viene successivamente coperta da vari strati di ceramica, fino ad arrivare alla modellazione completa del dente. I limiti di tali manufatti sono estetici, in quanto risulta difficile ottenere l’effetto di trasparenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le tradizionali corone metallo-ceramica sono costruite creando, attraverso un processo di fusione, una struttura (core) in metallo che riveste il dente preparato, la quale viene successivamente coperta da vari strati di ceramica, fino ad arrivare alla modellazione completa del dente.</p>
<p>I limiti di tali manufatti sono estetici, in quanto risulta difficile ottenere l’effetto di trasparenza del dente naturale, specialmente a livello gengivale, e a distanza di tempo, anche in corone ben eseguite, in seguito alla recessione della gengiva, risulta visibile il bordino metallico di finitura.</p>
<p>E’ per questo motivo che già da diversi anni (2007) utilizziamo <a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/lo-studio-dentistico/">nel nostro studio dentistico (a Novara o a Cilavegna, Pavia)</a> corone integrali o stratificate in disilicato di litio o in zirconia (le cosiddette metal-free), in grado di offrire risultati estetici eccellenti, uniti ad una tecnica affidabile e a un’alta resistenza ed elevata biocompatibilità.</p>
<p>Il core ceramico, infatti, permette alla luce di attraversare completamente la corona così come avviene nel dente naturale, conferendo una traslucenza e un mimetismo perfetto rispetto ai denti naturali anche nelle zone più difficili, come i margini incisali dei denti frontali.</p>
<p><a href="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2017/12/ceramiche.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-746 aligncenter" src="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2017/12/ceramiche.jpg" alt="" width="709" height="237" srcset="https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2017/12/ceramiche.jpg 1002w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2017/12/ceramiche-300x100.jpg 300w, https://www.studiodentisticoantonini.com/wp-content/uploads/2017/12/ceramiche-768x257.jpg 768w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></a></p>
<p>Inoltre lo spessore inferiore della corona protesica permette un minor sacrificio di tessuto del dente in fase di preparazione e, in caso di recessione gengivale, il margine appare perfettamente mimetizzato rispetto alla radice del dente esposta.</p>
<p>A differenza delle metallo-ceramiche la produzione di entrambe avviene con tecnica CAD/CAM, ovvero l’odontotecnico, una volta digitalizzata l’impronta del dente, progetta la modellazione protesica e invia il file ad un centro fresaggio, dove viene preparato il manufatto completo, se si tratta di corone integrali, o il core nelle corone che verranno successivamente stratificate con materiale ceramico.</p>
<p>Le corone in disilicato di litio possono essere prodotte in laboratorio anche attraverso la tecnica della pressofusione.</p>
<p><em>(Ringraziamo il laboratorio Gnatoart per la collaborazione.)</em></p>
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		<title>Cura delle lesioni dello smalto (white e brown spots)</title>
		<link>https://www.studiodentisticoantonini.com/cura-delle-lesioni-dello-smalto-white-e-brown-spots/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 07:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo smalto può manifestare diversi inestetismi estetici come macchie biancastre (white spots) o brunastre (brown spots), dovute a carie iniziali od in seguito ad un trattamento ortodontico, macchie determinate da fluorosi, da traumi o da alterazioni dello smalto (amelogenesi imperfetta). L&#8217;evidenza di tali lesioni è dovuta all&#8217;aria e all&#8217;acqua che, a causa della porosità dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo smalto può manifestare diversi inestetismi estetici come macchie biancastre (white spots) o brunastre (brown spots), dovute a carie iniziali od in seguito ad un trattamento ortodontico, macchie determinate da fluorosi, da traumi o da alterazioni dello smalto (amelogenesi imperfetta).</p>
<p>L&#8217;evidenza di tali lesioni è dovuta all&#8217;aria e all&#8217;acqua che, a causa della porosità dello smalto, sono intrappolate nel dente, determinando un più basso indice di rifrazione della luce rispetto al dente sano.</p>
<p>Nel trattamento di queste lesioni utilizziamo una metodica che preserva al massimo lo smalto e la dentina sani: infiltrazione con una resina ultrafluida (Icon , DMG Chemisch-Pharmazeutische Fabrick Hamburg Germany) che rende invisibili le macchie, le quali diventano otticamente omogenee alla superficie sana del dente.</p>
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